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Nel post di oggi, il dottor Antonio Abbate, medico omeopata e direttore del Centro Medico Elizalde, ci porta dietro le quinte del lavoro di cura. E ci racconta di un caso di guarigione sorprendente e commovente, nel quale un uomo ritrova la sua forza e la sua salute in un percorso di profondo rinnovamento spirituale. Grazie a un rimedio spesso negletto: il "forte" Gelsemium.

Questa, ci racconta il dott. Abbate, è la vera salute: una questione anche e soprattutto spirituale, come insegnava anche Samuel Hahnemann, il padre dell'omeopatia.

Buona lettura!

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Il significato personale ed etico dello stato di salute: un caso clinico GELSEMIUM

Hassan è un uomo di 30 anni, è sposato. Vive una condizione di difficoltà psicologica fin dall’infanzia, condizione che esprime con una balbuzie invalidante. È depresso, ansioso, ha difficoltà a portare avanti i suoi compiti nella parrocchia nella quale è il responsabile del gruppo giovanile.

Ha paura, ad esempio, di leggere i testi biblici in pubblico. E presenta forti difficoltà emotive nelle “dispute” con gli altri e anche con i familiari. Il suo grande cruccio è proprio il timore di non riuscire ad esprimersi, fin da piccolo è stato timoroso di essere deriso.

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Ha paura della gente e del confronto con gli altri… fin dall’asilo! Allora, cedeva alle prepotenze e alla forza degli altri. Lo esprime così: «Ero schiacciato, picchiato, mi sentivo debole a difendermi e sentivo tutti più forti di me.» E anche: «Ho sempre ceduto.»

Questo sentire non ha giustificazioni reali visto che Hassan è un uomo alto 1,85 m e ha un fisico robusto ed allenato. La sua sensazione di debolezza permane e dipende dalle illusioni dell’immaginazione, originate dalla sua ipersensibilità.

Come insegna Hahnemann, tali illusioni rivestono un ruolo primario nell’individualizzazione omeopatica del paziente (in omeopatia, il complesso di queste illusioni è parte della definizione di  “psora”).

Grazie a queste caratteristiche così marcate e indicative, ho individuato in breve tempo il simillimum di Hassan: si tratta di GELSEMIUM SEMPERVIRENS.

[Cos'è il simillimum? Leggi: L'Omeopatia: una cura profonda ]

Con Gelsemium sempervirens, il suo simile, Hassan risolve completamente la balbuzie, grazie all’azione profonda del medicamento.

Mi racconta: «Non ho più problemi quando devo fare un discorso!» E riflette: «La paura di fare brutte figure mi portava a non avere il coraggio di parlare, di dire di me…»

Grazie a Gelsemium, Hassan ha un cambiamento profondo che va oltre la scomparsa delle paure: «Ho sentito che se cerco con assiduità, se do uno scopo alla mia vita e lo perseguo, devo fare delle scelte, arrivo all’obiettivo». Aggiunge: «Sono cambiato, ho messo uno scopo davanti a me: adesso sono felice.»

Risolvere una balbuzie è già un bel risultato. E osservare che i cambiamenti sono nel profondo e che il paziente è felice mi sembra stupendo!

«Sento che ho uno scopo», «Prima mi vergognavo, ma ora non più». Queste sono le espressioni che fanno capire che l’azione di Gelsemium  è stata molto profonda.

Gelsemium è considerato da molti un medicamento adatto solamente per i quadri acuti, ma a torto.

Hassan dice: «Dio vuole che siamo felici e realizziamo la Sua Volontà, che consiste nell’avere uno scopo e impegnare la nostra volontà».

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Nelle sperimentazioni, Gelsemium mostra effetti inibitori sui motoneuroni e compromette l’attività muscolare VOLONTARIA: ha capacità “paralizzanti”, causa perdita della forza muscolare e psichica, ecc.

Il soggetto Gelsemium non può rispondere agli eventi improvvisi, sorprese, spaventi, litigi, discussioni, ma neanche può impegnarsi in progetti che richiedono FERMEZZA E TENACIA, perché si sente DEBOLE, si sente INCAPACE, PRIVO DI FORZA e VOLONTA’. Il bambino, come anche l’adulto, si aggrappa a chi gli sta vicino.

Gelsemium mostra DEBOLEZZA e COLLASSO, quando invece dovrebbe avere perseveranza e FERMEZZA.

Avere FERMEZZA significa ESSERE FORTI, e la FORTEZZA è una delle VIRTU’ CARDINALI dell’essere umano quando vive la propria vita in modo fisiologico, ossia dedicata al bene (bene proprio e dei propri simili).

La FORTEZZA è  «la capacità di resistere alle avversità, di non scoraggiarsi dinanzi agli ostacoli, di perseverare in un cammino di perfezionamento, procedendo avanti senza lasciarsi condizionare dalla paura».

Gelsemium è tutto questo!

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Il soggetto Gelsemium difetta in una delle Virtù Cardinali umane: la FERMEZZA. Nella perdita o nell’assenza della fermezza c’è il dramma di colui che si riconosce in Gelsemium sempervirens.

Il caso clinico conferma però che con la cura omeopatica ci si può aspettare nel paziente un cambiamento nella sfera spirituale, più intima, e che si può assistere alla sua evoluzione nella dimensione umana.

Sono in errore tutti coloro che pensano che l’uomo sia un mero insieme di organi e di sintomi, anche mentali, da eliminare, e che ignorano che c’è anzitutto un’anima che dà forma a un corpo, nel bene (salute) e nel male (malattie). Le esigenze dell’anima, come anche i suoi conflitti e le sue sofferenze, rappresentano quanto c’è di più individualizzante nell’ammalato.

Tutto questo era molto caro ad Hahnemann, fondatore dell’omeopatia: eppure oggi sembra quasi fuori luogo.  Molti sono spinti da una mal interpretata laicità della scienza omeopatica, che cancella la dimensione spirituale/religiosa e le aspirazioni metafisiche dell’uomo.

Per alcuni medici omeopati non conta il fatto che nel repertorio, lo strumento di lavoro e il contenitore di tutti i sintomi sperimentali dei medicamenti, si trovino tra le voci anche:

  • “perdita del sentimento religioso”
  • “sogni che riguardano il Divino”
  • “Sente la presenza di Dio”…

La salute non può essere intesa solamente come uno stato di “assenza dei sintomi” e di “silenzio degli organi”. Essa non è una condizione passiva dell’organismo, ma un equilibrio dinamico in cui fondamentale è la persona che realizza i propri scopi, quelli più alti, e dà alla vita un significato personale, profondo, etico.

Tutto ciò è chiaramente sostenuto da Hahnemann nel suo testo fondamentale, l’Organon.

Leggiamo ad esempio il paragrafo n. 9:

Nello stato di salute dell’uomo la forza vitale, vivificatrice e misteriosa,  domina in modo assoluto  e dinamico (autocrazia) il corpo materiale (organismo) e tiene tutte le sue parti in meravigliosa vita armonica di sensi e attività, in modo che il nostro intelletto ragionevole, si possa servire liberamente di questo strumento sano e vitale per gli scopi superiori della nostra esistenza.

Realizzare sé stessi non significa solamente avere un lavoro, una famiglia e un pasto tutti i giorni… c’è anche dell’altro.

Grazie all’aiuto di Gelsemium, Hassan comprende dopo anni quale debba essere il suo percorso. Si licenzia dall’impiego di contabile, rinuncia a un posto sicuro e si dedica alla musica e al canto: è questo che ha da sempre reclamato il suo talento.

Il suo nuovo lavoro è cantare, comporre musica e fare spettacoli… cosa che mai ci si aspetterebbe da un soggetto Gelsemium, che ha paura di tutto e anche di apparire in pubblico!

Hassan vince i condizionamenti familiari sfidando anche il contesto culturale che lo vuole “sistemato” con un lavoro rispettabile e sicuro. Non solo non soffre più di balbuzie: è felice!

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A cura del dott. Antonio Abbate, direttore del Centro Medico Elizalde

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