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    Omeopatia: scopri la cura dolce e potente che ti aiuta a stare bene

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    Prima visita? Se non sei mai stato dall’omeopata, niente paura: ecco quello che succede e che c’è da sapere.

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La prima visita

La visita omeopatica, per una persona alla sua prima esperienza, risulta diversa dalle visite “tradizionali” dei medici generici o specialisti, che magari ha già vissuto.

Nulla di tremendo, anzi: il colloquio e la relazione che si crea con il bravo medico omeopata è da sempre riconosciuto come un valore aggiunto dell’Omeopatia, una componente positiva che persino i più accaniti detrattori dell’Omeopatia non provano a negare.

Molte persone, purtroppo, non sono abituate a essere ricevute e trattate in modo attento e a poter parlare della loro condizione di malattia in modo approfondito. Anche pazienti cronici, passati per gli studi di numerosi specialisti, a volte restano sorpresi dalle domande dell’omeopata, dal livello di profondità e dai dettagli richiesti, e anche dallo spazio che si trovano ad avere per parlare non solo del loro male, ma anche di loro stessi, della loro vita e del loro mondo interiore.

È molto importante ricordare che le comunicazioni e le informazioni che darai durante la visita sono coperte dal segreto professionale. Nessuno verrà mai a conoscenza di informazioni che ti riguardano!

Omeopatia

Alla prima visita si compila insieme la cartella clinica.
Prima di ciò il medico ha bisogno di due cose dal paziente:

1) il consenso alla visita e alla cura omeopatica;
2) il consenso al trattamento dei dati personali e alla loro archiviazione nella cartella clinica.

Si apre la cartella clinica vera e propria. La inauguriamo con delle informazioni di base, come i dati personali: il nome, il cognome e l'indirizzo; l'anno e il luogo di nascita; lo stato civile, anni di matrimonio e figli; l'occupazione; colore della pelle, degli occhi e dei capelli; costituzione fisica, altezza e peso; religione (o sentimento religioso).

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Si passa poi a parlare dell’anamnesi familiare e personale, ovvero della storia delle malattie della famiglia e della persona. Questo aspetto tocca familiarità con particolari malattie, ma anche la gravidanza della propria mamma, il tipo di parto vissuto per venire alla luce, le condizioni alla propria nascita, l’allattamento… è una storia non solo delle malattie, ma in generale delle condizioni della propria vita. Sono interessanti anche le malattie di cui il paziente può aver sofferto nella prima infanzia e lo stato fisiologico di alcuni momenti importanti, come la dentizione, o il primo ciclo mestruale e così via.

Dopo questo “riassunto delle puntate precedenti” si passa al disturbo o patologia per la quale il paziente è arrivato alla visita. Il medico ti chiederà, e magari ti guiderà facendoti domande e aiutandoti a pensaci su, la storia del disturbo principale e la sua descrizione: come e quando si manifesta, come e quando peggiora o migliora, e altro, ad esempio:
quando è iniziato;
come si è manifestato;
tutte le modifiche che sono succedute;
con quali medicine è stato curato;
che cosa pensi abbia potuto causare il disturbo;
che diagnosi di malattia è stata fatta;
se hai acquistato o perso peso negli ultimi mesi;
quante vaccinazioni hai fatto e quali sono stati gli eventuali disturbi;
quali e come sono gli altri sintomi e disturbi.

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I sintomi e le componenti della psiche e lo stato d'animo sono molto, molto importanti. Per cui ci si ferma e li si affronta con estrema cura. Con domande relative alla memoria, alla concentrazione, all’umore, al carattere, alle ansie e fobie particolari, al carattere.

Ti piace leggere? Che effetto ti fa la gente: ti piace la compagnia, oppure preferisci stare da sola/da solo? Hai una buona o una cattiva opinione delle persone? Quali sono le persone che non ti piacciono per niente?
Hai desideri particolarmente importanti per te? C'è qualcosa che ti manca? Qualcosa che vorresti per te stesso o te stessa?
Ti apprezzi? O ti critichi? Per che cosa? Pensi che ci sia qualcosa che non va in te? Gli altri che cosa pensano di te?
Hai pensieri o ricordi particolarmente forti o piuttosto ricorrenti che riguardano il tuo passato? Sei nostalgico? Percepisci differenze tra la tua vita attuale e quella di una volta?

Queste sono alcune delle domande che il medico omeopata potrebbe fare nel corso di una prima vista. Ovviamente, sono solo degli esempi esplicativi. Non è detto che ci siano tutti questi elementi da riferire, oppure possono essercene degli altri. Considerale come una traccia. E nel corso della visita, riferisci la tua condizione con le parole che ti vengono più naturali, liberamente, il medico non è lì per giudicarti ma per conoscere la tua storia e quindi aiutarti a guarire. Non ci sono risposte giuste o sbagliate! L’importante è che vengano espresse con naturalezza e completezza.

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Nelle visite successive, ci si concentrerà poi sui mutamenti del disturbo e dello stato generale, in relazione alla cura omeopatica che si è iniziata.

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