Professione omeopata: ci vuole la laurea! – Scrivi all’omeopata

Risponde il dott. Antonio Abbate: è medico, omeopata e agopuntore ed è il direttore del Centro di Medicina A.Mazi Elizalde.
Scrivi all'omeopata
è la rubrica di consigli sulla salute: il dott. Antonio Abbate risponde alle domande dei pazienti per parlare insieme di come stare bene.
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Attenzione: i consigli sono di tipo generico. Contatta il medico per averne di personali!

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Scrivi all'omeopata

Buona sera Dottore,
mi chiamo Enrica ,e mi sono avvicinata all'omeopatia, seguita da una dottoressa, da marzo di quest'anno, con risultati sorprendenti. Mi sono appassionata molto, anche perchè lavoro in territorio francese, dove l'omeopatia è usata e riconosciuta con successo e fiducia.
Sono laureata in filosofia. Sono molto sensibile ai temi legati alla salute, sono vegetariana da 20 anni circa. Sono al secondo livello Reiki e sto iniziando il percorso per il terzo livello. Sarei interessata ad approfondire gli studi omeopatici. Mi chiedevo se con la mia laurea posso accedervi, e se ci sono corsi che potrei frequentare. Vivo a Torino, ma per lavoro sono già abituata a viaggiare e non avrei problemi a spostarmi. Grazie per le indicazioni che vorrà darmi!

Enrica

Carissima Enrica,
sono d'accordo con lei, l'omeopatia ha una potenzialità terapeutica ampia e a volte ha effetti sorprendenti.
Il discorso degli studi da fare è semplice, anche se mi spiace darle forse una "brutta" notizia.


In Italia la professione dell'omeopata può essere esercitata esclusivamente da medici iscritti all'albo professionale e in regola con gli esami di stato per la professione medica.

La visita omeopatica è un atto medico (come da Sentenza della Corte di Cassazione): per cui chi esercita senza i requisiti sopra indicati compie un esercizio abusivo della professione medica.

Ho sentito spesso, ahimé, di corsi e percorsi di diverse scuole di naturopatia (alcune, tra l'altro, proprio nel suo Piemonte), ma la legge parla chiaro: solo il medico può fare l'omeopata.

medico

Io penso che se lei è veramente appassionata della medicina e dell'omeopatia, è conveniente che si iscriva alla facoltà di medicina, acquisisca tutto il corpo di competenze e il necessario riconoscimento, e poi potrà seguire una scuola di medicina omeopatica. Conosco diverse persone che hanno seguito questa strada.

Tenga presente che, al momento attuale, un numero sempre maggiore di Ordini dei Medici sta riconoscendo l'omeopatia e iscrivendo i medici in appositi registri.

A sostegno di questo mio consiglio, richiamo la sua attenzione su una problematica che spesso viene ignorata, nelle scuole che tengono corsi di omeopatia o fitoterapia per chi non è medico.

L'esercizio della professione dell'omeopata non è così facile, e non è scevra da problematiche importanti e da rischi. Si tratta di curare persone sofferenti, per le quali è importante dare tutto il massimo e il meglio, tutelandone la vita, la salute e l'incolumità psicofisica.

Quanti naturopati, di quelli che non essendo laureati in medicina esercitano abusivamente facendo diagnosi e prescrivendo una terapia, riuscirebbero a riconoscere i segni di una patologia grave, ad esempio tumorale, ai primi stadi?
I medici, che per anni studiano e affinano la semeiotica medica, conoscono i segni clinici delle diverse malattie.
Inoltre: il laureato in medicina e chirurgia ha sottoscritto il codice deontologico ed è responsabile penalmente per ogni suo atto medico.

giuramento_ippocrate Tutto ciò non vale per il naturopata che ha conseguito un diploma, ma non conosce in maniera approfondita e sistematica l'anatomia, la fisiopatologia e la clinica medica e tanto meno è responsabile per quello che fa, visto che non è laureato in medicina.

Ricordo di avere curato molto efficacemente con l'omeopatia una bambina alla quale un sedicente l'omeopata aveva prescritto delle cure per una forma infiammatoria acuta: aveva però ignorato la gravità della sindrome reumatica in atto, per cui la bambina ha avuto un serio danno cardiaco, tanto da dovere essere messa in lista per un intervento di cardiochirurgia.

Pensando a quel caso così doloroso, mi sono sentito arrabbiato non solo da medico, ma anche da papà di due figlie, alle quali non augurerei mai di incappare in praticanti e dilettanti, con il serio rischio di danni alla salute. Come non lo auguro a nessuno. Penso, Enrica, che questo sia il suo stesso sentire!

Tornando alla sua domanda, la mia risposta principale è l'indicazione a conseguire la laurea in medicina. Se però non può o non pensa sia il caso, può ugualmente rimanere a contatto con l'omeopatia e con gli omeopati, soddisfando il suo desiderio di andare più in profondità in questa materia, in un altro modo. Penso alla possibilità di frequentare degli stage in qualità di osservatrice, proprio avvalendosi anche della sua laurea in filosofia. La conoscenza dell'omeopatia è un grande arricchimento professionale, e inoltre per noi omeopati è importante la collaborazione con figure che studiano la dimensione culturale e intellettuale, e le problematiche dell'esistenza umana.

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Spero di averle risposto in modo propositivo, e di aver condiviso con lei il mio amore per la medicina, per l'omeopatia e anzitutto per le persone sofferenti.

Cari saluti!

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Il dott. Antonio Abbate è medico, omeopata e agopuntore ed è il direttore del Centro di Medicina A.Mazi Elizalde.
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